Oggi ho avuto l’ulteriore conferma che Jekyll è la piattaforma di blogging che fa per me. Prima, quando mi veniva in mente qualcosa che pensavo valesse la pena tradurre in frasi da postare su Lucablog, facevo qualche considerazione preliminare che pensavo fosse di contorno, ma che inesorabilmente si rilevavano essere mio malgrado più importanti del contenuto. Ok, mi dicevo, l’idea c’è adesso mi collego e scrivo. Già qui il primo ostacolo… collegarsi. Perchè dovrei collegarmi per scrivere? Non c’è motivo, ok allora apro l’editor e scrivo. Si però l’editor di Wordpress non è disponibile offline, o forse c’è quelache tool di terze parti ma solo per Windows. Ed se volessi scrivere dal mio Mac di casa? Bè, ci sarà il software omologo. E per la mia VM con Debian? Già più difficile, allora devo scrivere su un file di testo e poi vedrò di formattarlo a dovere prima uploadarlo. Ok, ma l’articolo che voglio scrivere contiene qualche riga di codice, ho 3 plugin che mi formattano le stringhe… quale uso? Ma quali sono quelli abilitati e chi diavolo si ricorda la sintassi. Uhm, facciamo che non scrivo niente, tanto è poca roba e non vale la pena lo sbattimento.

Ecco, anzichè focalizzarmi sul testo dell’articolo, invece di impegnarmi sul contenuto mi sono perso tra i dettagli, sulle attività che dovrebbero essere di mero contorno o non esistere affatto. In questo contesto trovo Jekyll, per usare un motto di una noto marchio di prodotti informatici, differente. L’idea c’è, ce l’ho in mente, voglio tradurla in parole sul mio spazio web in modo che sia accessibile in futuro e voglio farlo subito. Cosa mi serve? Un editor di testo, punto. Naturalmente serve un minimo di pratica per far propri gli shortcut più comuni, la sintassi per scrivere in grassetto o mettere un blocco di codice, ma una volta imparati sono quelli e non cambieranno con la release od il plugin di turno. Sono sul divano, sollevo il coperchio del mio Air e prima di spostare i polsi verso il touchpad il sistema attende l’immissione della password utente. Accedo, cmd+space e digito Sublime. Ecco che si apre l’editor di testo predefinito, Sublime Text, avevo in mente una roba da scrivere, e adesso scrivo. Githubgit ha già registrato che c’è un nuovo articolo da committare, mi basta premere sync e sono in linea.